All’interno dell’Hotel Royal Monarch, la sala da ballo risplendeva di sfarzo e raffinatezza.
Lampadari di cristallo inondavano i pavimenti di marmo di una calda luce dorata, mentre l’aria era pervasa da una miscela sottile di profumi pregiati e champagne. Risate, il tintinnio dei bicchieri e conversazioni d’affari a bassa voce riempivano ogni angolo della sala.
Al centro si trovava Adrian Cole, in un impeccabile smoking nero, con un bicchiere di champagne in mano.
Cingeva con sicurezza la vita di Vanessa Blake, la quale si stringeva a lui come se fossero già i padroni della sala.
“Congratulazioni, Adrian!” disse un alto dirigente stringendogli la mano. “Ho sentito dire che stasera ci sarà anche la Presidente. È la sua prima apparizione pubblica. Una serata importante per te!”
Adrian sorrise con aria compiaciuta, sollevando leggermente il mento. “Certo,” rispose con voce carica d’orgoglio. “Sono il vicepresidente dell’azienda. Chi altro ci sarebbe da impressionare?” Lanciò un’occhiata a Vanessa e le strinse la mano. “E onestamente, guardaci. Incarniamo alla perfezione i valori di questa società.”
Vanessa lasciò sfuggire una risatina, appoggiando la testa sulla spalla di lui. “Siamo la coppia perfetta,” disse.
Rise insieme a lui, del tutto ignara del fatto che, solo poche ore prima, Adrian avesse distrutto proprio la donna che stavano per incontrare: bruciandole l’abito in un momento di crudele arroganza e liquidandola come insignificante.
La musica cessò all’improvviso.
La sala piombò nel silenzio.
Poi, le luci si spensero.
Un’ondata di confusione attraversò la folla, finché un unico, potente riflettore illuminò l’ingresso principale. Le pesanti porte a due battenti rimasero chiuse un istante più del necessario, accrescendo l’attesa. Poi, lentamente, si aprirono.
Il signor Harrison Blackwood, storico CEO dell’azienda, salì sul palco; la sua presenza attirò immediatamente l’attenzione di tutti.
“Signore e signori,” esordì, con la voce profonda e ferma che echeggiava nella sala silenziosa. “Per anni ha scelto di restare lontana dai riflettori. Ma stasera… ha deciso di farsi avanti.”
Una pausa. “È per me un grande onore presentare la fondatrice, unica proprietaria e Presidente Suprema della Vanguard Dominion…”
Si voltò verso l’ingresso.
“Madame Clara Vaughn.”
Le porte si spalancarono completamente.
Per prima entrò una fila di dodici guardie di sicurezza, muovendosi in formazione perfetta e aprendo un varco lungo il tappeto rosso.
E poi…
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